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Archivio Giugno 2007

Orgoglio, Pregiudizio e Auto-Genocidio

29 Giugno 2007 1 commento


Quella che segue è la traduzione, autorizzata dall?autore, di un post apparso sul blog This&That – Celebrating Heresy & Questioning Dogma e che parla dell?Europride di Madrid 2007.

Ecco di nuovo il Gay Pride (a Madrid si sta tenendo l? Europride 2007 dal 22 giugno al 1 Luglio, Ndt), e non si può, nemmeno a volerlo, evitare di essere coinvolti nelle abluzioni giornaliere e nei rituali che si susseguono durante i mesi che precedono il festival annuale che si suppone debba celebrare la nostra libertà e sessualità. Quest?anno l?Euro Pride è in Spagna, così la lista degli eventi è più spregiudicata del solito. I posters e la pubblicità sono esposti ovunque; dalle strade ai bar, alla stampa gay e quella nazionale, dove per tutta la settimana si parla di ?Orgoglio?.
A livello personale corpi e menti sono preparate per questo rituale festivo annuale allo stesso modo che per il White Party di Miami (Usa), o il Black Party di New york (Usa) o il Black & Blue Party di Montreaal (Canada) o la August Matinee gay bash at Space di Ibiza (Spagna). La mente si prepara per essere sicura che sappiamo chi ci sarà ad ogni singolo evento, controllando ogni singolo profilo nei siti ?Gaydar? o ?Bears? o ?BigMuscle? che annunci la partecipazione come una sorta di ?marcaggio del territorio?.
Questa settimana chiude ufficialmente il lungo periodo preparatorio che era iniziata circa ad Aprile, con l?assunzione di steroidi, testosterone, ormone della crescita, rassodanti chimici (pillole o iniezioni), diete, allenamenti incessanti e addirittura (in qualche caso) qualche piccola operazione chirurgica per preparare il corpo per il grande show, il Gay Pride.

Orgoglio
Non mi è mai piaciuta molto questa parola, poiché ha sempre connotati religiosi, secondo me. Mi ricorda la Bibbia, là dove si parla di Lucifero che offende Dio e che viene cacciato dal paradiso all?inferno per il suo peccato: l?orgoglio. Non mi sono mai sentito a mio agio con l?equazione che sembra legare la ricerca di giustizia ed equità con il ?peccato? contro Dio. Non sono mai riuscito a sganciare l?orgoglio dalle sue connotazioni bibliche per intenderlo come una nuova e più sana connotazione di chi siamo e cosa pretendiamo come comunità o come individui; se diventare una sorta di ?portatori di luce? per l?umanità (ammesso che una cosa simile possa essere mai tentata), ma ammetteremo che questo non è proprio il caso.

Dall?iniziale idea, alquanto innocente e naif, di adottare l?orgoglio? come piattaforma da cui partire per ottenere equità di diritti per i gay, molte cose sono cambiate. La catastrofe HIV/AIDS si è manifestata, e vi siamo esposti completamente con le nostre immaturità, ignoranza, stupidità e vulnerabilità. Così ben presto ha preso corpo il parallelo con la storia di Lucifero in un manifestazione più calzante, quando ci siamo trovati con il dito dell??ira di Dio? puntato verso di noi come ?homo fornicator?. La parte che fa più infuriare con questo è che Dio non sembra prendersi cura dei problemi connessi con le droghe.

Dietro a paure e stupidità confuse che chiamiamo ?orgoglio? siamo stati accompagnati come zombie per diventare ?coloro che tengono la chiave?, ?i preti-guardiani? di una nuova fede basata su una mortale dottrina o ?dogma?. Il suo nome è ?Chiesa dell?AIDS?, un nuovo ?culto di morte? basato su fantasiose teorie e nuove regole scientifiche, una sorta di ?religione medica?, che ci ha posto proni sull?altare sacrificale del nuovo Dio, il ?virus-dio? chiamato: HIV.

Questo ?voodoo? grezzo ma pregnante fu inventato e poi scaraventato su di noi per il profitto economico e politico di pochi, e fu benedetto con il consenso collettivo che veniva dalle paure e dalle vergogne che ne erano scaturite, e dal falso conforto che ci viene dal fatto di essere uniti da una unica credenza (totalmente falsa); e cioè che un virus sia la causa delle nostre malattie, e che gli eterosessuali che dicono altrimenti sono spinti da odio verso l?umanità e omofobia?, mentre i gay scettici sono accusati, oltre che di questo, anche di ?eresia? e di ?alto tradimento? della stessa comunità a cui appartengono. Potrebbe essere più ridicolo ? Si.

Quelli che sono gay e sieropositivi all?HIV e che lo dicono ai quattro venti si accorgeranno come tutti attorno a loro li eviteranno, gli amici sparendo e le persone care mettendo in discussione la loro sanità mentale. Supporto umano e semplici contatti potrano ritornare quelli di prima ad un?unica condizione: che si stia in silenzio, prendendo le medicine e preparandosi a morire. Naturalmente, poiché molti sono codardi, loro progettano tutto ciò attraverso un ermetico silenzio rotto solo da brevi e pungenti considerazioni circa una moltitudine di malattie latenti in attesa di scoppiare. E questo è cio che ti puoi aspettare dalle persone più care?!

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Orgoglio e Pregiudizio
Attraverso questi eventi siamo rimasti aggrappati a paure e banalità piuttosto che orgoglio, così per nascondere la nostra confusione e la vergogna, tentiamo disperatamente di evitare questo orribile incubo attarverso: uso smodato di droghe e rituali vuoti e celebrazioni, che mascherano la nostra inabilità a smettere di auto-odiarci o di cessare quello che qualcuno ha definito ?desiderio intrinseco di morte?.

Il cosiddetto ?sogno gay? è stato tramutato in un viaggio sulla giostra verso l?inferno e ritorno, mentre dai vagoni della giostra vengono gettati migliaia di corpi verso la morte per permettere che qualcuno faccia un bel po? di soldi, o avanzi verso alti gradi della carriera politica. Questo vi suona non credibile, inconcepibile ? Magari lo fosse. Basta solo che diate un?occhiata a come la “società gay-AIDS? ed i mass-media gay hanno usato la propaganda attraverso gli annunci sul sesso sicuro per indottrinare ed intrattenere piuttosto che educare ed informare. Cio è sempre deliberatamente progettato per terrorizzare e illudere la gente e mantenerla sopra i vagoni che la porteranno verso l?inferno HIV-AIDS. Sembra anche ci sia un ben orchestrato piano per far si che la gente assuma le enormi quantità di droghe che la giostra HIV-AIDS ha bisogno per funzionare. Le droghe sono l?unica garanzia che la gente, eventualmente, si ammali, così suppongo che sia per questo che i gay vengono attivamente incoraggiati a partecipare a specifici eventi che si dilungano giorni e notti, dove l?assunzione di droghe è al 110% e praticamente obbligatoria. Solo una piccola minoranza non si lascia infinocchiare, vero, ma sono in numero insignificante. I media gay deliberatamente tentano di censurare, nascondere o distorcere tutte le informazioni che puntano il dito sull?intoccabile, massiccio ed endemico uso di droghe, ricreazionali o lecite, che fanno parte ormai di quello che chiamiamo il nostro stile di vita, come causa più probabile delle nostre malattie dopo aver assunto droghe, e non attraverso contagi virali. Perchè deliberatamente pompano queste bugie ? Per denaro, ecco cos?è. I mass-media gay sono direttamente colpevoli di spingere gli uomini gay verso il baratro. Promuovono di fatto i ?poppers?, AZT e tutto ciò che va a detrimento della salute degli uomini gay in cambio di un ritorno economico dalle ditte farmaceutiche, o di chi vuole usarci come topi di laboratorio per diventare ricco, anche se in questo processo noi rimaniamo uccisi. Tutto ciò avviene deliberatamente e sta succedendo oramai da quasi quarant?anni. Così, da che parte sta l?omofobia ?
Fino a che non affronteremo come comunità il vero orrore dell?affermazione HIV=AIDS in tutti i suoi aspetti, e non riconosceremo che cosa ha permesso che facessimo questo a noi stessi, e l?uno all?altro, non vedo cosa di sia da celebrare e di cosa essere orgogliosi. E sono siuro che quelli di voi che capiscono di cosa sto parlando mi perdoneranno se non indosserò cinghie e bardamenti vari e non camminerò più sulla strada per mostrare il mio orgoglio, così andate pure e divertitevi senza di me? e non dimenticate di ringraziare Dio, o l?editore della vostra guida gay che avete ancora il virus da incolpare quando e se vi sentirete come merde o vi ammalerete, quando vi sottoporrete alla chemioterapia retrovirale, il Prozac, il Zopiclones, quando non mangerete per giorni, e gli antibiotici, gli antinfiammatori e gli analgesici, per l?intera gamma di malattie ed infezioni che hanno origine dall?uso di droghe ricreazionali, senza tralasciare i problemi che derivano dal tipo di sesso a cui porta il fatto di essere ?fuori? e che dovrei conoscere bene, perché ci sono passato. HIV deve essere il virus più ?conveniente? nella storia dell?umanità, serve perfettamente a tutti quelli che vivono nella negazione. Nel nostro caso ci ha permesso di ignorare altri evidenti fattori come causa dell’AIDS e di incolparlo per tutte le nostre malattie durante un intero quarto di secolo ad un enorme costo in vite umane ! Quanto conveniente !

Mi chiedo infine: Quanto ancora a lungo questo oltraggioso stato affaristico potrà ancora rimanere incontestato dalla intera comunità gay ? Siamo passati dall?orgoglio alla paura alla follia al banale, siamo stati calciati in aria e siamo ricaduti sul culo vestiti come clown, siamo parte di uno show che cresce giorno per giorno più grottesco ed osceno. Verso cosa stiamo andando ?
Fino a che la nostra comunità non tratterà queste questioni seriamente, la nostra cosiddetta festa ?Gay Pride? non sarà niente di più che un evento ?ufficiale? che celebrerà la nostra spinta-illusoria-spudorata-indotta-chimicamente verso l?Auto-Genocidio.

Manu
Riferimenti: This&That blog

Preservativo vs popper

28 Giugno 2007 Commenti chiusi


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La cosiddetta sindrome d’immunodeficenza acquisita (AIDS) è stata individuata per la prima volta nel 1981. I pazienti che per primi erano stati colpiti da questo flagello erano tutti tossicodipendenti, gay e quasi tutti uomini. Che legame c’è tra questi due gruppi? La droga. Si sa che già in quel periodo gli omosessuali facevano grande uso di “poppers” (droghe a basi di nitrati che avevano due funzioni: migliorare l’erezione e facilitare il rapporto anale). All’inizio qualcuno cominciò a far qualche ricerca sul legame con la droga. Ma tutto questo finì quasi subito, visto che nel 1984 Robert Gallo disse che l’ AIDS è una malattia infettiva e chi la provoca è l’ HIV. Da allora tutti gli sforzi che furono fatti per combattere la malattia erano nel binario dell’ HIV. I dissidenti furono messi a tacere con minacce oppure non finanziando le loro ricerche alternative. La stampa ovviamente fu imbavagliata. L’ipotesi della droga è anche sostenibile se si fa un rapido ragionamento: Il periodo in cui nella popolazione occidentale si cominciò a fare un uso massiccio di droghe pesanti era introno al ’68 e la prima comparsa di un caso di AIDS è avvenuta nel ’81. Circa una decina d’anni. Esattamente il “periodo di latenza” che incorrerebbe tra la teorica “infezione” da HIV e il manifestarsi dell’AIDS. Ora tutti sanno che è da mo’ che si predica per l’utilizzo dei preservativi. E così molti pensano che questo sia sufficiente per “non ammalarsi di AIDS”. Assolvendo così le vere cause, secondo autorevoli autori, delle immunodeficenze: abuso di sostanze come fumo, alcol, droghe pesanti e, soprattutto, “poppers”. Si tratta di cosidette “droghe ricreazionali”, e cioè nitrito d’amile (amilico), nitrito di butile (butilico) o di isobutile (isobutilico), che vengono impiegati in medicina come vasodilatatori. Che a tutt’oggi vengono usati anche come droghe ricreazionali e “spacciati” anche sui siti di annunci su internet, da cui abbiamo tratto l’immagine che appare sopra.
Riferimenti: La connessione tra Sarcoma di Kaposi e uso di poppers

Ballando nudi nel campo della mente, di Kary Mullis

23 Giugno 2007 3 commenti


Nobel per la chimica nel 1993, Kary Mullis è divenuto una leggenda per la scoperta della PCR (Polymerase Chain Reaction), una tecnica che ha rivoluzionato il mondo della chimica e della genetica. Esperto surfista e contestatore nella Berkeley negli anni Sessanta, Mullis è l’unico Nobel ad aver descritto un possibile incontro con gli alieni. Scienziato dalle curiosità senza limiti, Mullis si è spesso scontrato con le posizioni «ortodosse» della scienza, rifiutando di accettare qualsiasi teorema fondato su prove di seconda mano o testimonianze indirette, come mostrano gli aneddoti curiosi qui narrati in tono ironico e brillante.

Intelligenza, pura creatività e un pizzico di follia. Kary Mullis è tutto questo. Un premio Nobel per la chimica che fa surf. La psicosomatica. Tutti noi sappiamo quanto le emozioni influenzino il corpo. Quanto i pensieri modifichino la chimica del nostro corpo. Niente di nuovo. Ma chi di noi ha mai pensato di sfruttare questo fatto per accendere le luci di casa con un pensiero? Il nostro genio l?ha fatto!!! Si è applicato degli elettrodi sensibili al cambiamento dei valori elettrici della pelle e li ha collegati ad un apparecchio radio, una specie di telecomando per accendere le luci di casa.Si è allenato un po? per trovare i giusti pensieri e le giuste immagini che producessero forti cambiamenti nella resistenza della sua pelle (pensieri noiosi e meditativi o ragazze nude su playboy) … et voilà, il gioco è fatto! Tecnomagia. La genialità dei suoi ragionamenti (logici e rigorosi, da scienziato), la sua apertura mentale viene applicata a tanti argomenti diversi. Provate a immaginare cosa riesce a tirare fuori un tipo così se si mette a indagare su alimentazione, integratori, alieni, oroscopi, insetti, ricerca, effetto serra, droghe, sesso, AIDS. Già, a proposito del virus HIV ha fatto delle ricerche che lo hanno portato ad alcune conclusioni che lo hanno reso inviso agli organizzatori di meeting e conferenze. Le sue domande sono talmente scomode e controcorrente che a un certo punto, pur essendo un premio Nobel hanno smesso di invitarlo, anche a quegli appuntamenti dove a rigor di logica dovrebbe essere presente per il ruolo che occupa in seno alla comunità scientifica. Ecco alcuni passi del libro.

Dal capitolo: “Il caso non è chiuso”

La maggior parte dei ricercatori non aveva imparato molto di quello che io definisco scienza. Erano stati addestrati a ottenere finanziamenti governativi, assumere persone per fare ricerche e scrivere articoli che di solito si concludevano affermando che le ricerche dovevano essere ulreriormente approfondite, preferibilmente da loro, con denaro di qualcun altro (…).

Tutti gli ex cacciatori di virus del national Cancer Institute cambiarono le targhette sulla porta dei loro laboratori e diventarono esperti di AIDS. Reagan, tanto per cominciare, stanziò all’incirca un miliardo di dollari, e da un momento all’altro chiunque potesse rivendicare una specializzazzione medico-scientifica di qualche genere, e si fosse trovato senza molto da fare fino a quel momento, trovò un impiego a tempo pieno. Che mantiene tutt’oggi. (…)

Nel 1634 Galileo fu condannato a trascorrere gli ultimi otto anni della sua vita agli arresti domiciliari per aver scritto che la terra non è il centro dell’universo ma, al contrario, ruota attorno al sole. Fu accusato di eresia, perchè sosteneva che un dato scientifico non dovrebbe avere niente a che vedere con la fede. Tra qualche anno, il fatto che noi abbiamo accettato la teoria secondo la quale l’AIDS sarebbe causata dall’HIV sembrerà una sciocchezza, come a noi sembrano sciocche le autorità che hanno scomunicato Galileo. La scienza, così come è praticata oggi nel mondo, ha ben poco di scientifico (…) A Galileo fu chiesto di ritrattare le sue convinzioni, altrimenti sarebbe stato scomunicato. E chi rifiuta di accettare i comandamenti imposti dall’establishment dell’AIDS si sente dire più o meno la stessa cosa (…)

medici/scienziati reduci dalla guerra perduta contro il cancro, o semplicemente sciacalli professionisti – hanno scoperto che funzionava. Funzionava per loro. Stanno ancora pagandosi le loro BMW nuove con i nostri soldi.

Kary Mullis, Ballando nudi nel campo della mente, Milano, Baldini & Castoldi, 2000; pp. 222

Kary Mullis, Ballando nudi nel campo della mente, Milano, Baldini, Castoldi, Dalai, Collezione I saggi, 2003; pp 222, Euro 13,60

Kary Mullis, Ballando nudi nel campo della mente, Milano, Baldini, Castoldi, Dalai, Collezione Super Nani, 2004; pp 222, Euro 9,90

Kary Mullis, Ballando nudi nel campo della mente, Milano, Baldini & Castoldi, maggio 2007; pp 222, Euro 9,90

Ritirato dal commercio farmaco per la cura dell’AIDS

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Sulla base di una disposizione dell’Emea (Agenzia europea dei medicinali) con una procedura specifica di allerta rapido è stato disposto il ritiro in tutti i Paesi europei del medicinale Viracept indicato per la terapia dell’AIDS.
Il ritiro immediato del farmaco, in tutte le confezioni e lotti, si è reso necessario a seguito dell’identificazione, da parte della casa farmaceutica Roche, della presenza di un agente inquinante inatteso, il mesilato etilico (anche conosciuto come il etilestere dell’acido metansolfonico) in alcuni lotti di Viracept. Il mesilato etilico è risultato genotossico (nocivo per il DNA) su studi su animali a dosi molto superiori a quelle riscontrate nel Viracept; l’effetto sull’uomo non è conosciuto e tuttavia, a scopo precauzionale, l’EMEA ha proceduto al ritiro di tutti i lotti e di tutte le confezioni.
A seguito della decisione europea L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro dal commercio del farmaco. In Italia, il Viracept viene distribuito esclusivamente dai Centri di Infettivologia specializzati nella cura dell’AIDS.
I pazienti in terapia con questo farmaco sono quindi invitati a contattare il proprio Centro di riferimento per concordare, tra le diverse alternative terapeutiche disponibili, quella più adatta al proprio caso e per restituire il medicinale ritirato.
Fonte: Aifa / Sanihelp.it, 14 giugno 2007

Da tabacco trans al via i test per vaccino anti-HIV, poi toccherà all’Aviaria

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


E’ stato ottenuto da tabacco e mais geneticamente modificati – Un consorzio europeo, il Pharmaplant, costituito da 39 gruppi internazionali (di cui 3 italiani), ha messo a punto un vaccino anti-Hiv ottenuto da piante di tabacco e mais geneticamente modificate. Il vaccino sarà testato sull’uomo a partire dal prossimo autunno in Gran Bretagna. La notizie è stata data nel corso del II Congresso mondiale su “Vaccini e antibiotici prodotti in pianta” in corso a Verona, a cui hanno preso più di 150 esperti in biotecnologie vegetali provenienti da ogni parte del mondo. Mario Pezzotti, docente di Genetica agraria all’Università di Verona e organizzatore del Congresso ha affermato: “Nell’innovativo campo del Molecolar-farming, ovvero della coltivazione in piante di molecole di interesse farmaceutico si stanno facendo grandissimi progressi, anche se l’interesse delle aziende farmaceutiche ad investire nel settore rimane scarso”. Per ora in commercio esiste solo un prodotto di questo tipo, autorizzato dalla FDA e si tratta di un vaccino contro una particolare malattia virale dei polli, ottenuto da piante di tabacco OGM. Ma altri vaccini ottenuti da piante sono in fase avanzata di sperimentazione, tra cui quelli contro l’Aids e la Tbc ottenuti da tabacco e mais. Mentre sono in fase di studio anche altri vaccini “coltivati” in piante (soprattutto tabacco), contro l’influenza umana, l’influenza aviaria, la varicella e anticorpi contro il cancro al collo dell’utero.
Fonte: MolecularLab.it (19 giugno 2007)

Commento: e noi che pensavamo che il tabacco facesse male, con un colpo solo risolviamo AIDS, Aviaria e incentiviamo la coltivazione di Ogm con motivazioni cui nessuno avrà il coraggio di obiettare
Riferimenti: Patate OGM fanno venire i tumori ai topi di laboratorio

AIDS, il Virus inventato, di Peter Duesberg

7 Giugno 2007 1 commento


Dalla prefazione del libro di Duesberg “Inventing The AIDS Virus” a cura di Kary B. Mullis, Premio Nobel per la chimica, 1993

Nel 1988 stavo lavorando come consulente presso gli Specialty Labs di Santa Monica, preparando delle routines analitiche per il Virus per la Immunodeficienza Umana (HIV). Sapevo molto su come mettere su procedure di routines analitiche per ogni qualsiasi cosa contenesse acidi nucleici perche’ io avevo inventato la Polymerase Chain Reaction. Questo e’ il motivo per cui mi avevano affidato il lavoro.La Sindrome da Immuno Deficienza Acquisita (AIDS), d’altra parte, era qualcosa di cui non sapevo molto.

Cosi’, quando mi trovai a scrivere un rapporto sui nostri progressi e scopi per il progetto, supportato dai National Institutes of Health (Istituti nazionali della salute), riconobbi che io non conoscevo i riferimenti scientifici per giustificare una dichiarazione che avevo appena scritta “lo HIV e’ la probabile causa dell’AIDS”. Cosi’ mi rivolsi al virologo del tavolo accanto, una persona affidabile e competente, e gli chiesi il riferimento. Egli mi rispose che non ne avevo bisogno.

Io non ero d’accordo. Mentre e’ vero che certe scoperte o tecniche scientifiche sono cosi’ ben fondate che le loro origini non sono piu’ citate nella letteratura contemporanea, cio’ non sembrava il caso per il legame HIV/AIDS. Era totalmente strano per me che l’individuo che aveva scoperto la causa di una malattia mortale e ancora non curabile non fosse continuamente citato nei lavori scientifici finche’ quella malattia fosse curata e dimenticata. Ma, come avrei presto imparato, il nome di quell’individuo-che sarebbe sicuramente stato materia da Nobel- non era sulla punta della lingua di nessuno.

Naturalmente, questa semplice referenza doveva essere da qualche parte. Altrimenti, decine di migliaia di medici pubblici e di stimati scienziati di parecchie branche, che tentavano di risolvere il problema che faceva morire un gran numero di omosessuali e/o utenti di droghe intravena (IV) tra i 20 e i 40 anni, non avrebbero ristretto le loro ricerche in uno stretto canale di ricerca. Nessuno si sarebbe messo a pescare nello stesso stagno a meno che non fosse ben stabilito che tutti gli altri stagni erano vuoti. Ci doveva essere un lavoro pubblicato, o addirittura parecchi, che presi insieme indicavano lo HIV come probabile causa dell’AIDS. Ci doveva essere.

Feci ricerche al computer, ma non arrivai a nulla. Naturalmente, puo’ capitare di perdere qualcosa di importante nelle ricerche al computer semplicemente per non aver immesso le giuste parole chiave. Per essere sicuro su un argomento scientifico, e’ meglio chiedere direttamente ad altri scienziati. Questo e’ giusto il motivo per cui si fanno conferenze scientifiche in posti lontani con belle spiagge. Andavo a molti incontri e conferenze come parte del mio lavoro. Presi l’abitudine di approcciare chiunque facesse una relazione sull’AIDS e gli domandavo quale riferimento potessi indicare per la sempre piu’ problematica affermazione “lo HIV e’ la probabile causa dell’AIDS”.

Dopo 10 o 15 riunioni in un paio di anni, ero abbastanza sconvolto dal fatto che nessuno potesse darmi un riferimento. Non mi piaceva la brutta conclusione che si stava formando nella mia mente: l’intera campagna contro una malattia sempre piu’ considerata come la PESTE NERA del 20-esimo secolo era basata su una ipotesi le cui origini nessuno poteva ricordare. Cio’ sfidava il senso scientifico e comune.

Finalmente ebbi l’opportunita’ di porre la domanda ad uno dei giganti della ricerca sullo HIV e l’AIDS, il dottor Luc Montagnier dell’Istituto Pasteur, quando dette una conferenza a San Diego. Sarebbe stata l’ultima volta in cui sarei stato capace di porre la mia domandina senza mostrare rabbia, e immaginavo che Montagnier conoscesse la risposta. Cosi’ gli posi la domanda. Con un tratto di imbarazzata accondiscendenza, Montagnier disse “perche’ non cita il rapporto dai CDC” (Centers for Desase Control: Centri per il controllo delle malattie)? Io replicai “Esso non si riferisce all’argomento se lo HIV sia o non sia la probabile causa dello AIDS, o no?” “No”, egli ammise, senza dubbio domandandosi quando me ne sarei andato via. Cerco’ supporto nel circoletto di persone attorno a lui, ma tutti stavano attendendo una risposta piu’ definitiva, come me. “Perche’ non cita il lavoro sulla SIV (Simian Immunodeficiency Virus: Virus della Immunodeficienza delle Scimmie)?” offri’ il buon dottore. “Ho letto anche quel lavoro, dottor Montagnier”, risposi, “quello che successe a quelle scimmie non mi ha fatto pensare all’AIDS. Per di piu’, quel lavoro e’ stato pubblicato appena un paio di mesi fa. Io sto cercando il lavoro originale dove qualcuno mostro’ che lo HIV causo’ l’AIDS”. Questa volta la risposta del dottor Montagnier fu quella di allontanarsi di corsa per salutare un conoscente dall’altra parte della stanza.

Ora la scena si sposta dentro la mia macchina, giusto qualche anno fa. Stavo guidando da Mendocino verso San Diego. Come una qualsiasi altra persona ora anche io sapevo molto di piu’ dell’AIDS di quanto volessi. Eppure non sapevo ancora chi aveva stabilito che esso e’ causato dall’HIV. Poiche’ ero sonnacchioso mentre attraversavo le montagne San Bernardino, accesi la radio e sintonizzai su un tale che parlava dell’AIDS. Si chiamava Peter Duesberg, ed era un eminente virologo a Berkeley. Avevo sentito parlare di lui, ma non avevo mai letti i suoi lavori o ascoltato la sua voce. Ma ascoltai, adesso ben sveglio, mentre egli spiegava esattamente perche’ avevo tanti problemi nel cercare i riferimenti che collegavano lo HIV all’AIDS. NON CE N’ERANO. Nessuno ha mai provato che lo HIV causa l’AIDS.

Quando tornai a casa, invitai Duesbeg a San Diego per presentare le sue idee in un incontro dell’Associazione Americana della Chimica. Per la maggior parte scettico all’inizio, l’uditorio stette alla conferenza e quindi un’ora di domande, e infine restarono a parlare fra di loro finche’ fu richiesto di sgomberare la sala. Tutti se ne andarono via con piu’ domande di quante ne avessero al principio. Mi piace e rispetto Duesberg. Io non credo che egli sappia necessariamente cosa causa l’AIDS: in proposito siamo in disaccordo. Ma siamo entrambi certi di cio’ che NON causa l’AIDS. Non siamo riusciti a scoprire alcuna ragione valida perche’ la maggior parte delle persone crede che l’AIDS e’ una sindrome causata da un virus chiamato HIV.

Semplicemente non c’e’ evidenza scientifica a provare che cio’ sia vero. Noi non abbiamo potuto scoprire perche’ i dottori prescrivono un farmaco TOSSICO chiamato AZT (Zidovudina) a gente che non puo’ lamentare nulla se non la presenza di anticorpi allo HIV nel sangue. Infatti non vediamo alcun motivo perche’ degli esseri umani debbano prendere quel farmaco. Non possiamo capire da dove sia originata tutta questa follia, ed essendo ambedue vissuti a Berkeley, abbiamo veramente visto parecchie cose strane. Sappiamo che errare e’ umano, ma l’ipotesi HIV/AIDS e’ un terribile errore. Io dico questo con forza come avvertimento. Duesberg lo continua a dire da tanto tempo. Leggete questo libro.

Il libro è edito in Italia da Baldini & Castoldi Ed. e costa 9,90 Euro.

Riferimenti: Leggi: "La truffa dell’AIDS" di Kary B. Mullis